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La possibilità di piangere

Ci hanno tolto la possibilità di piangere.
Da bambino ti dicevano: “sei un ometto, non piangono gli ometti”.
E tu tiravi su col naso, anche se faceva un male cane, ma tu eri un ometto e gli ometti non piangono.
E poi crescendo, ti dicono che non sei un ragazzino.
Che giusto i ragazzini piangono, ma tu ormai sei l’uomo di casa.
E anche se fa un male di merda, tu non piangi perchè l’uomo di casa non piange.
E se ci provi, ti dicono che sei frocio, che sei una femminuccia, che non si piange per un film, per una canzone, per una immagine.
E quando diventi adulto ti porti dentro quel male che fa un male del cazzo, perchè non hai mai pianto.
E con tua figlia in braccio non puoi piangere, perchè i papà non piangono.
E vedi le immagini di un posto che avevi visto 48 ore prima.
E hai preso il caffè con tua figlia e tua moglie.
E con due amici e la loro figlia.
Sotto quel campanile.
In un bar.
Che ora non c’è più.
E guardi le immagini.
E vaffanculo, piangi.
Perchè la libertà di poter piangere va insegnata fin da piccoli.
Per poter diventare grandi veramente.

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Come si può dimenticare?

E ora un post per buttarmi un po di merda addosso.
Se vuoi puoi non leggerlo, togliere i feed ai miei post o eliminarmi dalle amicizie.
Detto questo, voglio anche io dire una cosa sulla mamma che ha lasciato la figlia di 17 mesi in macchina.
Non la giustifico. 
Ma voglio provare a capire.
17 mesi sono tanti se si aggiungono i 9 di attesa nella pancia e tutti i pensieri futuri.
17 mesi sono tanti senza dormire, stando dietro ad un altra figlia, andando tutti i giorni a lavorare, cucina, lava, pulisci, pappa, cacca, ninna….
Tanti hanno figli e nessuno ha lasciato il proprio in macchina.
Ma quando la vita ti stressa a tal punto da perderti tutto e da non riuscire più ad organizzare la tua vita, quando perdi anche il valore di te stessa perché non hai un attimo per te, quando punti tutto sulla routine per poterti salvare, rischi che questa routine in qualche modo venga interrotta e allora va in tilt il cervello.
Secondo voi lei voleva una cosa del genere?
Secondo voi lo ha fatto intenzionalmente?
Ma soprattutto, dopo 17 mesi, più 9 nella pancia poi tutti quelli pensati dopo, secondo voi come starà questa donna?
E allora.
Prima di spalare merda, magari proviamo a metterci nei panni degli altri, sicuramente non la giustificheremo.
Ma almeno proveremo a capire.

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Ti accompagno?

Lui era con la testa chinata sul tavolino.
Non voleva altro che una birra.
Un pó di silenzio è una birra.
Lei arrivo, come i mobili di legno che scrocchiano nella quiete della notte. 
“Che ti porto?”
Lui alzò lo sguardo e la vide.
Bum.
Silenzio.
“Tutto ok?”
“Scusa. È che sei bella da far male agli occhi”
“Come?”
Bum.
“Non so che mi è preso, mi dispiace. Non ho mai detto una cosa così”
Lei sorrise.
“Che ti porto?”
“Una media chiara. Anzi no, una piccola. Così posso chiedertene un’altra dopo.”
Lei rise ancora.
Si aggiustò i capelli e si rintanò dietro il bancone.
Alla chiusura del locale erano rimasti loro due.
“Ti accompagno?”
“Ho la macchina”
“Facciamo così, concedimi un giro del palazzo. Quando siamo di nuovo qui, puoi scegliere se andare a casa o fare un altro giro. Che ne dici?”
“Ci sto, ma solo un giro.”
Girarono per tutta la notte, parlando degli anni che avevano perso, da quando erano nati fino a quella sera…