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La possibilità di piangere

Ci hanno tolto la possibilità di piangere.
Da bambino ti dicevano: “sei un ometto, non piangono gli ometti”.
E tu tiravi su col naso, anche se faceva un male cane, ma tu eri un ometto e gli ometti non piangono.
E poi crescendo, ti dicono che non sei un ragazzino.
Che giusto i ragazzini piangono, ma tu ormai sei l’uomo di casa.
E anche se fa un male di merda, tu non piangi perchè l’uomo di casa non piange.
E se ci provi, ti dicono che sei frocio, che sei una femminuccia, che non si piange per un film, per una canzone, per una immagine.
E quando diventi adulto ti porti dentro quel male che fa un male del cazzo, perchè non hai mai pianto.
E con tua figlia in braccio non puoi piangere, perchè i papà non piangono.
E vedi le immagini di un posto che avevi visto 48 ore prima.
E hai preso il caffè con tua figlia e tua moglie.
E con due amici e la loro figlia.
Sotto quel campanile.
In un bar.
Che ora non c’è più.
E guardi le immagini.
E vaffanculo, piangi.
Perchè la libertà di poter piangere va insegnata fin da piccoli.
Per poter diventare grandi veramente.

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